
Salmo 22 (23)
Dominus regit me
Salmo di Davidde.
Il Signore mi regge, e nulla mi mancherà.
In luogo di pascoli ubertosi, ivi mi ha collocato: mi ha condotto presso un’acqua ristoratrice.
Ha ricreato l’anima mia.
Mi ha guidato per i sentieri della giustizia, per amore del suo nome.
Poiché quand’anche io camminassi in mezzo all’ombra della morte, non temerei alcun male, perché tu sei con me.
La tua verga, e il tuo vincastro, questi mi hanno consolato.
Hai preparato dinanzi a me una mensa, in faccia di quelli che mi perseguitano.
Hai unto di olio il mio capo: e il mio calice inebriante quanto è eccellente!
E la tua misericordia mi seguirà per tutti i giorni della mia vita: e io abiterò nella casa del Signore per lunghissimi anni.
Contexte Historique
Il Salmo 22 (secondo la numerazione greca e latina della Vulgata, 23 secondo quella ebraica) è uno dei più celebri e amati cantici del Salterio. Attribuito al Re David, questo salmo è un inno di fiducia assoluta nella Provvidenza divina, descritta attraverso la metafora del Buon Pastore che guida, nutre e protegge il suo gregge. La sua immagine potente della «valle dell’ombra della morte», attraversata senza timore grazie alla presenza confortante di Dio, lo ha reso una preghiera prediletta nei momenti di prova, di angoscia e, in particolare, nel rito delle esequie, come canto di speranza nella vita eterna.
